SpazioPoesia

Stefano Bardi su “Armonie e dissonanze” di Oscar Sartarelli

Per il poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista Pier Paolo Pasolini, anche le figure sono poesia, poiché al pari delle parole, anche esse ci immergono in magici universi paralleli e ci regalano emozioni, gioie, amori, ansie, paure, patimenti e lacrime proprio come accade per la raccolta poetica Armonie e dissonanze, del poeta gengano-jesino Oscar Sartarelli.


Una copertina poetica è quella dell’opera del poeta marchigiano, dove la nave, anzi il vascello, rappresenta le nostre dolcezze spirituali – le armonie, – che navigano sul mite e dolce mare spazio-temporale della nostra esistenza. Dolcezze spirituali, che però, sono perennemente adombrate e oscurate dal mortifero orologio – le dissonanze, – che scandisce cadavericamente le sue inesorabili ore del nostro cammino esistenziale, verso la dipartita o morte che a dir si voglia. Un’immagine, quella della copertina, che trova la sua corrispondenza scritturale nella lirica “Vivi!”.
Una poesia quella del Sartarelli, ben ricercata, studiata e creata, che fra tutti i metri a sua disposizione sceglie quello dell’endecasillabo, poiché gli permette di esprimere meglio le sue gioie, emozioni e passioni, come è dimostrato dalle liriche “Nel mare”, “Unica sponda, unico cuore” e “Sonetto d’amore”, ma allo stesso tempo i suoi dolori, i suoi patimenti, le sue brume esistenziali, le sue lacrime e le sue riflessioni filosofico-meditative, come è dimostrato dalle liriche “Solitudine”, “Delusione”, “Cane randagio” e “Solitudine e gelo”.
Un’opera, quella del nostro poeta marchigiano, che è divisa in due sezioni, che sono: Oggi e Ieri. Nella prima sezione Oggi, possiamo leggere liriche sull’amore (sogno chimerico, morte etico-spirituale, fonte battesimale), sull’Uomo, sul mare (scrigno di ricordi e camposanto spirituale), sulla vita (glaciale camposanto Vs martirio e fratellanza Vs ribellione), e tanto altro ancora. Una sezione questa, dove però, il nostro poeta marchigiano rende omaggio al grande poeta Pier Paolo Pasolini, attraverso la lirica “Nidi d’eternità (a P.P.P.)” degna del Pasolini medesimo, il quale se fosse stato ancora in mezzo a noi, di sicuro sarebbe stato assai felice di questa lirica in suo onore e di sicuro avrebbe considerato il Sartarelli, come uno dei suoi probabili eredi. Una sezione dai toni erotici, attraverso la lirica “Pesca e ciliege” che ci richiama nella nostra mente, la grande opera letteraria prosastica di Achille Campanile, e come quest’ultimo, anche il nostro poeta marchigiano trasforma l’erotismo in qualcosa di poetico-letterario, senza mai scendere nel triviale e nel pornografico, ma anzi ci fa vedere la donna come una immensa e unica Anima Mundi, dalla quale tutti noi dipendiamo e senza la quale, la nostra esistenza non avrebbe senso. Pasolini, Campanile, ma anche James Douglas Morrison e Filippo Tommaso Marinetti ritroviamo nella lirica….. “La terra scolora (Apocalypse now)”. Per quanto riguarda il primo artista, lo ritroviamo in corrispondenza con Sartarelli grazie all’inizio del film Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, poiché le parole del poeta marchigiano ben si sovrappongono e uniscono, alla scena iniziale del film in cui la giungla del Vietnam esplode sotto le bombe degli elicotteri americani, con in sottofondo The End dei Doors. Per quanto riguarda il poeta, scrittore e drammaturgo italiano – Filippo Tommaso Marinetti, – troviamo la corrispondenza col poeta marchigiano nel tema di fondo della lirica, ovvero la guerra come unica e sola igiene del Mondo.
Nella seconda sezione Ieri, leggiamo poesie sulle brume reminiscenziali, sulle esistenze nostalgico-spettrali e sulle dipartite chimeriche, ma la figura che più predomina questa seconda sezione è la….. morte! Non una morte dalle sembianze fantastiche o gotiche, ma bensì una morte dalle canoniche sembianze artistico-pittoriche, che la rappresentano dal corpo scheletrico avvolta da un lungo mantello nero e con in mano la sua falce mietitrice. Una morte, quella del poeta marchigiano, che ci aspetta alla fine del nostro cammino esistenziale per accompagnarci mano nella mano, alla vita eterna!

Una poesia quella di Oscar Sartarelli, che può essere riassunta attraverso alcuni versi della stupenda canzone Ancona in volo del cantautore Albano Carrisi, che dicono così: “[…] Avere bisogno / di un piccolo / stupido sogno / da accendere quando fa freddo. / La sera d’inverno / e bere in silenzio da solo / un bicchiere di vino. […]”
STEFANO BARDI (Cultore Letterario)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *